September 16
Oggi non sorrido. C'è poco di cui sorridere. E' così, un lampo in una sera, mezz'ora di full immersion e tutto cambia. tutto torna alla mente limpido, chiaro e maledettamente vero. Tornano le somme, è tutto così chiaro ora. E' un guardarsi allo specchio per la prima volta. E' il peso della realtà, la tua. E' il macigno di una condanna, delitti efferati commesi reiteratamente per tanto, troppo tempo. E' il buio di una cella, il freddo della ragione pungente. E' la vergogna di un articolo di giornale, la vergogna di uno specchio. Come hai potuto ora non te lo spieghi, e tornano lucide le spiegazioni di ogni istante. E comprendi il perchè di dolori inspiegabili. Ed è solo colpa tua. E' la nausa dell'essere indegno, e il nervoso di non averlo mai saputo. Oggi non rido, e non smetto di portarti addosso. Ed è in un istante che ti riconosci. Per quanto ti sei cercata, disperatamente per le vie confuse e sterrate del tempo. Per quanto hai chiamato invano il tuo nome. Per quanto hai cercato il senso di un abbandono, per quanto ne hai indagato le cause...e lentamente hai abbandonato il selciato, dritto verso il buio. Eccola li dove sei. Finalmente!! Più lontana eri e più ti amavo, ma ti avevo persa!! mai è stato così vivo il ricordo di me. Apro gli occhi ora, ed è tutto impresso nella mente. Ed è tutto semplice, è tutto chiaro, è tutto maledettamente sbagliato. La ricerca di una vita intera svelata in un istante... e la consapevolezza dell'unica vergognosa responsibilità.