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November 08 benvenuti Ho sognato un luogo in cui ci si guarda negli occhi. è un luogo dove si beve whisky dalla bottiglia tra il fumo di qualche mozzicone spento a terra. puzza di vero, stantio e logoro. la luce verde soffusa di un fondo di bottiglia illumina di penombra la stanza. fa caldo, e fuori impazza la tempesta. la tappezzeria gronda coscienza in pesanti ed oleose gocce. è il tempo di guardare un sorriso dritto negli occhi, per credere che sia vero. è un sudicio luogo andato, di un tempo inconsistente che puzza di sudore. ho sognato macchie di ruggine nei cuori e muffa alle pareti, ragnatele fitte ed impolverate ad incastrare il ticchettio di un orologio troppo veloce. è lo sguardo fisso, spento e patinato di un sospiro. è un luogo dove ci si guarda negli occhi per non abbassare lo sguardo. solo il vento bussa alla porta, umida e malconcia si spalanca piegata all'impetuoso desiderio di una tempesta. la stessa. non scricchiolano i passi sulle tavole in legno, solo bisbigliano i pensieri... ma non sanno sussurrare altro che vecchie noiose nenie dimenticate. è uno specchio ingiallito a riflettere immagini frammentate e cubiste, rotto com'è dall'ultimo sorriso accennato. ma è un luogo dove ci si guarda negli occhi, per non mentire. ho sognato la notte fedele protettrice di licantropi, schiavi di sua maestà. ho sognato un luogo in cui un vecchio grammofono riverbera note di jazz, incatenato tra le mura di una cella fantastica. ho sognato il fuoco che brucia ricordi, e whisky ad alimentarlo. fumo acre soffoca il respiro della responsabilità. è un luogo dove si abbassa lo sguardo, e si guarda negli occhi una dannata fottutissima piacevole nostalgia, per non morire. ancora un po'. benvenuti. November 05 la casa sul lago del tempoci vorrebbe forse più tempo, per sognare. o bisognerebbe esser capaci di aspettare, un po' di più. il tempo è prezioso, dicono. ma correrci sopra forse non sempre aiuta a sfruttarlo. chissà, forse invece servirebbe sedersi, guardarlo.... ed aspirare. perchè il tempo è prezioso, vero. ma chi l'ha detto che bisogna soffocarlo? rincorrerlo, prevenirlo o addirittura inventarlo. nella foga della sua rincorsa, ci si dimentica della sua esistenza. sedersi, ed ammirarlo. forse saprebbe rispondere, se solo ci fermassimo ad ascoltare. forse saprebbe mostrarci i suoi segreti ed indicarci i suoi cammini, saprebbe certamente cullarci in quelle sere desolate con favole ormai dimenticate. ed allora quasi quasi attendo, ascolto ed assaporo. lo scorrere lento delle emozioni, il ticchettare della luna...i buchi nello stagno. seduta, quasi quasi, attendo ed assaporo, e mi prendo il tempo per sognare. non ci sarà nulla da rincorrere, e più nulla da aspettare. November 02 sbadiglio e poi ci sono i giorni in cui non hai da fare, quelli in cui riordini i pensieri e cambi vita. ancora. sono quei giorni in cui tendi fili, srotoli matasse e riordini cassetti e fotografie. ogni tanto ne salta fuori una che nemmeno riconosci, quella dopo sobbalza e strizza l'occhio. sono i giorni delle insipide rivelazioni, delle avventate conclusioni e dei musi ambigui. sono i giorni delle premonizioni. e delle predizioni. ed è in quei giorni lì che le matasse si intersecano in ragnatele fitte e disordinate, il fiato si interrompe e resta l'orizzonte sfocato da gurdare. un po' fai il bilancio, un po' ti metti a sognare il domani, e dopo un po' sospendi il giudizio. perchè non è mai buon consigliere. ma va bene così, tanto non hai da fare. e non hai da perdere. nemmeno il tempo, quello ce l'hai da buttare. sacco viola per cortesia, non che vada ad inquinare quello degli altri. |
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